Il gioco del buco nacque quasi per caso nel lontano 1764 presso la corte di Luigi XVI quando un abile cuoco soleva intrattenere gli invitati sfidandoli in arditi giochi con le ciambelle. In un’atmosfera ricca di richiami medievali, il cuoco invitava i temerari avventori ad infilzare le ciambelle (da lui preparate) con la spada: qualora la ciambella venisse centrata, il cuoco porgeva il proprio braccio per ricevere un pugno.
Morto il cuoco (a causa di plurime emorragie interne), il gioco cadde in disgrazia sino al termine del XX secolo, quando fu rispolverato dal Cardinal Tommasone nostro. Importato dal buon Fafelone all’interno del Liceo Ferraris, il gioco ha esponenzialmente accresciuto il numero dei suoi adepti sino a toccare l’attuale quota di 10 praticanti, sparsi per tutta Taranto (2 secondo le stime della Polizia).
gennaio 14, 2008 alle 2:59 pm |
davvero interessante,
non oso chiedermi cosa si usi oggi
in mancanza di spade
gennaio 29, 2008 alle 8:53 am |
a pisa siamo una quindicina (secondo la polizia in 3)